Referendum del 12-13 giugno

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Referendum 12-13 giugno sul Nucleare

Il vero nocciolo della questione in Italia non è soltanto su quanto sia o no sicuro il nucleare, bensì il fatto che non dovremmo permettere il ripetersi di quel che accadde a Montalto di Castro; nel sito che sorgeva a Pian dei Gangani, dove oggi è presente una centrale policombustibile, si verificò la più grande tangentopoli del centro Italia, mai denunciata, scoperta o portata alle cronache.

Degli iniziali novemila miliardi di vecchie lire, preventivati per la costruzione della centrale nucleare nell’Alto Lazio, se ne spesero più di ventuno mila, molto di quel denaro servì per pagare tangenti e mazzette; e se facciamo una stima prendendo a riferimento la tangentopoli milanese arriveremo ad una somma di oltre duemila miliardi in tangenti, ma i fatti non furono mai presi in considerazione dalla magistratura e non ci furono indagini; tutto fu messo a tacere grazie al referendum sul nucleare del 1987. Ci sono diversi soggetti a conoscenza di questi fatti, tra loro uno degli ex sindaci del comune di Tarquinia dell’epoca, anti-nuclearista, una brava persona; ricordo che teneva un fornitissimo dossier su tutte le vicissitudini della centrale di Montalto di Castro, articoli di giornale e molti documenti.

Il nucleare non serve a nulla nel Bel Paese, per quanto riguarda la potenza installata, ovvero la potenza massima erogabile dalle centrali, l’Italia è tecnicamente autosufficiente; le centrali esistenti a tutto il 2009 sono infatti in grado di erogare una potenza massima netta di circa 101 GW (Giga Watt) contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW; picco di consumo che si verificò nell’estate dell’anno 2007.

ATTENZIONE:
Al momento del voto non impilare le schede elettorali una sopra l’altra mentre si fa la crocetta! La speciale carta di cui sono fatte le schede farà come un effetto “carta carbone” sulle altre, con il rischio che la croce segnata sulla scheda in alto passi in tutte le sottostanti; motivo per il quale sarà annullato il voto poiche’ invalido per colpa di altri segni. Non dobbiamo fare in modo che il nostro voto sia segnato in modo poco chiaro e quindi dichiarato nullo!

Questo è il momento, se desideriamo veramente cambiare le cose occorre mettersi in prima linea.

Vota SI per dire NO

  • SI contro il nucleare;
  • SI contro la privatizzazione dell’acqua;
  • SI contro il legittimo impedimento, ovvero; la legge deve essere uguale per tutti.

Spargete voce e insistete per portare a votare conoscenti, parenti ed amici; bisogna raggiungere il quorum.

Referendum sul nucleare, come votare, istruzioni per l’uso della scheda elettorale:

Silvio Berlusconi sul nucleare; egli afferma che è un’energia pulita e sicura:

Un paio di documenti video per conoscere un po’ meglio quali sono state le conseguenze dei disastri nucleari di Fukushima e Chernobyl.

Disastro Nucleare di Fukushima; verità e omissioni. Il vero problema sono le barre di combustibile spento poste nelle vasche soprastanti il reattore:

In particolare di Chernobyl spesso in Italia si parla di stime delle vittime, ma chi parla portando dei “numeri” non dice la verità, il dopo disastro fu’ gestito in stile sovietico. Delle migliaia di persone che presero parte alle squadre dei cosiddetti “liquidatori” non vi sono dati ufficiali sulla loro salute.

All’interno del sarcofago della centrale nucleare di Chernobyl (Чернобыль, ovvero Чорнобыль):

Per un approfondimento su Chernobyl, il Sito ufficiale della citta di Pripyat (Припять, seguite il link nel nome; ndr.), ove potete osservare il monitoraggio della radioattività nell’area della centrale nucleare di Chernobyl (ЧАЭС).

Montalto di Castro; la storia di una centrale nucleare mancata 

Agli inizi degli anni ’70 le analisi sul fabbisogno energetico degli italiani avevano indotto ENEL ad ordinare la realizzazione di quattro centrali nucleari da mille Mega Watt ciascuna, due destinate ad un qualche posto nell’Alto Lazio e due per il Molise. Il posto nell’Alto Lazio si sarebbe a breve rivelato essere il comune di Montalto di Castro, già individuato dal programma Eurodif come sito idoneo ad ospitare un impianto nucleare.

Il 26 giugno del ’74, l’allora presidente della Regione Lazio, Rinaldo Santini, esprimeva parere favorevole alla localizzazione di una centrale nucleare nell’Alto Lazio, lungo la fascia costiera che corre dalla località di Pian di Spille a Tarquinia, a quella di Pian dei Gangani nel comprensorio di Montalto di Castro; aree comprendente undici comuni della provincia di Viterbo. Lo stesso giorno il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ne deliberò l’approvazione che troverà posto qualche mese più tardi nell’articolo 22 della Legge 393 del 2 agosto 1975, dal titolo “Norme sulla localizzazione delle centrali Elettronucleari e sulla produzione e sull’impiego di energia elettrica“.

La scelta di Tarquinia venne abbandonata poco dopo l’emanazione della Legge, poiché la giunta comunale deliberava la propria opposizione alla costruzione della centrale e dava anzi mandato a un gruppo di avvocati locali del Comitato cittadino di impugnare la delibera della Regione. Appellatasi all’incostituzionalità della Legge 393 limitativa dell’autonomia dei comuni e sostenuta dalla cittadinanza che accolse i tecnici ENEL, recatisi sul posto per effettuare ricerche, con un nutrito lancio di pomodori, l’amministrazione locale riuscì ad indurre il governo nazionale a rinunciare a Tarquinia.

Lo stesso destino non toccò Montalto di Castro; in data 11 Agosto 1976, al termine dell’istruttoria tecnica, l’ENEA esprimeva al Ministero dell’Industria Commercio ed Artigianato ed alla Regione Lazio il parere sulla localizzazione ai sensi dell’articolo 4 della Legge 393/75 e, alla fine dell’anno seguente, la Giunta Regionale ratificava la definitiva localizzazione dell’impianto nel Comune di Montalto di Castro, località Pian dei Gangani; decisa nel corso della seduta del 22 settembre 1976 dal Consiglio Regionale. La decisione mise in crisi il Consiglio Comunale di Montalto di Castro che, appena cinque giorni prima, aveva votato una delibera contro la centrale, e indusse il sindaco De Maria e l’assessore Bravetto a presentare le dimissioni. Quest’ultimo, divenuto Sindaco poco dopo, attenuava la propria opposizione alla centrale ed infine, il 24 Marzo 1978, il Consiglio Comunale di Montalto di Castro approva la stipula di convenzione con ENEL.

Dopo il Febbraio del 1979 ENEL, che acquistò a circa cinque volte il valore di mercato i terreni, dà inizio ai lavori di scavo e di realizzazione dei manufatti, nel Dicembre 1985 inizia il montaggio della prima delle due unità da circa mille Mega Watt e ciascuna con l’allestimento del primo reattore ad acqua bollente Boiling Water Reactor (BWR). Lo stato di avanzamento dei lavori dell’impianto nucleare aveva superato il 70 percento quando, nel Dicembre 1987, il CIPE deliberò la sospensione delle attività di costruzione a seguito del disastroso incidente nella centrale di Cernobyl e del successivo referendum abrogativo.

La popolazione locale ancora ricorda che il sito della centrale nucleare di Montalto rimase per giorni allagato a seguito dello straripamento del fiume Fiora, molti si domandarono cosa sarebbe accaduto se la centrale fosse stata in funzione.

Una leggenda metropolitana narra un fatto rilevante; si racconta che quando cessò la costruzione della centrale nucleare ENEL vendette, a prezzo di “ferro vecchio” il materiale restante ad una società di Orbetello; società che nel frattempo da piccola Srl era diventata una SpA. Arrivata l’autorizzazione per la conversione da nucleare a policombustibile della centrale, alcuni anni dopo ENEL avrebbe ricomprato molti di quei materiali..

Ove doveva essere una centrale nucleare oggi però ne sorge un’altra!
Poco dopo la sospensione dei lavori, il Parlamento impegnò il Governo a verificare la possibilità tecnica e la convenienza economica di una riconversione della Centrale nucleare in una convenzionale. Un’apposita commissione tecnica fu’ istituita dal Ministero dell’Industria Commercio ed Artigianato ed il parere non tardò ad arrivare; il 14 Aprile 1988 il Consiglio dei Ministri espresse il proprio orientamento in favore della trasformazione della Centrale di Montalto di Castro in impianto termoelettrico policombustibile (in realtà i cittadini del piccolo comune furono infinocchiati dall’idea la centrale sarebbe stata trasformata a gas). Il Consiglio dei Ministri disponeva con Decreto nr. 324 del 6 Agosto 1988 la definitiva interruzione dei lavori di costruzione dell’impianto nucleare “Alto Lazio” e l’autorizzazione alla costruzione nel sito di Pian dei Gangani (Montalto di Castro) di un impianto termoelettrico policombustibile (alimentato a metano e/o olio combustibile STZ) ripotenziato con turbine a gas. Il 10 Febbraio 1989 il Parlamento convertiva, senza modifiche, il decreto Legge in questione nella Legge 42/89 ed il 13 Marzo 1992 arriva il Decreto di autorizzazione all’esercizio dell’impianto, per una potenza elettrica netta complessiva pari a 3300 Mega Watt, costituito da 4 gruppi a vapore da 625 MW ed 8 turbogas da 120 MW ciascuno.

La Centrale Termoelettrica Alessandro Volta è entrata in funzione nel 1992. Il sito produttivo sorge su di un’area di proprietà ENEL dell’estensione di circa 330 ettari, di cui 50 ettari sono coperti dall’area dell’ex impianto GNL (Gas Naturale Liquefatto), 30 ettari di area logistica da imprese e 15 ettari occupati dall’area dell’ex impianto nucleare, ovvero i manufatti realizzati per l’ex centrale nucleare non utilizzati a supporto dall’attuale impianto termoelettrico; l’area su cui non è mai stato posizionato materiale nucleare, è in pratica inutilizzata. Per l’approvvigionamento dei combustibili è stato realizzato un gasdotto, che collega l’impianto policombustibile con la dorsale principale di trasporto della rete nazionale dei metanodotti; è inoltre funzionante un oleodotto sottomarino, lungo circa 35 km, di collegamento con il deposito della centrale di Torrevaldaliga Nord e quindi con il Porto di Civitavecchia.

Zhenya

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2 comments for “Referendum del 12-13 giugno

  1. 5 giugno 2011 at 03:10

    Il nuovo “banchetto” non deve iniziare, pertanto bisogna votare!

  2. 5 giugno 2011 at 08:47

    Leggo alcuni quotidiani online in argomento referendum ed in particolare, su quello dell’agenzia AISE, trovo un articolo del 23 maggio dal titolo: “Referendum 12-13 giugno Zacchera (PDL): Il diritto al voto è sacro ma quanti all’estero voteranno”.
    Tal Marco Zacchera, deputato del PdL nonché presidente del Comitato per gli Italiani all’estero della Camera, afferma che i referendum non siano d’interesse per la gente, specie per chi vive all’estero; Zacchera afferma: “Mi sfugge come possa dare un parere motivato sulla gestione dell’acqua pubblica o sul nucleare in Italia un italo-canadese o un residente a Santiago del Cile” precisando però che “il diritto al voto è sacro e guai a chi lo tocca“.
    Zacchera non immagina quanti sono gli occhi puntati sull’Italia da parte di italiani residenti all’estero!

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