Nazismo in Ucraina

Nazismo Ucraina Nazismo in Ucraina

Il nazismo di oggi in Ucraina dalla trasmissione televisiva Momento della Verità della TV Russa

In Ucraina l’assalto nazista cominciò prima dei fatti di Odessa, ed ecco le prove, trasmesse in un documentario titolato “Momento della Verità” di notevole interesse per le testimonianze contenute. La trasmissione è andata in onda su una televisione russa. Il video è nella versione originale, in lingua russa, con il testo dei sottotitoli italiani qui riportato nell’articolo.

Va ora in onda il Momento della Verità, in studio Andrey Karaulov.

Oggi c’è una trasmissione particolare, miei stimati telespettatori. Forse è la più importante dell’anno, per noi giornalisti. Parleremo oggi degli eventi in Ucraina, degli assassinii di massa. Parleremo di quello che oggi quasi nessuno sa nel nostro Paese. Noi giornalisti abbiamo recuperato il quadro originale degli eventi accaduti in Ucraina, non solo nel sud-est del Paese. Parleremo delle torture delle persone, mostreremo la lista completa dei cittadini, con indicazioni precise dei nomi e cognomi, scomparsi a Kiev, in pieno giorno. Preparatevi a quella verità che viene raccontata oggi che sarà per molti una verità scioccante. Ma vi ricordo che noi giornalisti rispondiamo ad ogni parola che verrà detta e io per primo, senz’altro.

Documenteremo ogni nostra parola, ogni fatto. Sono sicuro che il nostro discorso di oggi sarà sostenuto ed avrà seguito all’ONU, in altri Paesi; in America, in Europa. Credo che tra i miei colleghi giornalisti in Occidente poche siano le persone indifferenti. Quando a Odessa, le persone saltavano dalle finestre della Casa dei Sindacati in fiamme e finivano col bruciare a terra, attorno si sentivano le grida, “Guardate, i negri cadono!” E quelli che ammazzavano le persone cadute, ancora vive, con le baionette, urlavano, “Gloria all’Ucraina!” Dopodiché hanno detto a tutto il mondo che sono stati i russi a farlo.

I fatti in Ucraina il nazismo di oggi. Trasmissione TV “Momento della Verità”

Prima di tutto, è lo spargimento di un vero inferno. Sono dei cani infernali.
– La Russia è molto imperfetta, ma oggi essa è una specie di tronco massiccio che sostiene la porta per impedire a questi cani infernali di irrompere nel mondo.
– Proprio nel mondo?
– Sì.
– Non sul territorio russo?
– No, no. Loro vorrebbero tutto il mondo. Sono cani infernali.
– La gente perde la propria identità umana; imbevuta della propaganda e dell’odore del sangue perde la propria origine umana.
– C’è un altro problema più grave come immagino io.
– Adesso dirò i numeri. Non è Odessa. E’ prima di Odessa.
– All’inizio di aprile, di quest’anno, 12 persone vengono uccise subito; fucilate. 18 sono ferite; 74 persone si perdono nella notte, molto probabilmente vengono uccise, perché come è possibile nel XXI-mo secolo, che una persona possa sparire senza traccia, anzi una tale quantità di persone. In totale 104 vittime, in poche ore.
– Di che cosa pensa che io stia parlando, di quali eventi?
– Di Slaviansk?
– No. Ecco, perché nessuno sa della fucilazione della manifestazione a Mariupol nella seconda metà di aprile?
– Ancora in aprile!
– E’ stato il 16 aprile. Verso il reparto militare si è mossa la gente in manifestazione pacifica.
– Hanno chiesto ai dirigenti del reparto di rilasciare i ragazzi facenti servizio in questo reparto, perché erano tutti di luogo e non volevano che i ragazzi cominciassero a sparare contro loro.
– C’era pericolo che l’esercito ucraino sparasse sulla popolazione ucraina?
– Sì, il pericolo c’era. A Slaviansk, nello stesso periodo, alla gente avevano già sparato.
– E’ più giusto dire Slàviansk e non Slaviànsk come ci siamo abituati.
– E’ il dialetto della regione di Donetzk per cui la chiamano Slàviansk.
– A Slaviansk sono morte due persone; e nello stesso tempo a Mariupol voi andate verso il reparto militare giacché lascino uscire i soldati?
– Sì, per chiedere che venissero lasciate andare via le reclute.
– Perché quei ragazzini del luogo non sparassero contro la propria gente?
– Sì, i loro conterranei, amici, parenti.
– Ma cosa significa lasciare andare via? Hanno prestato giuramento! Sono al servizio militare.
– Sa, i nostri militari ogni tanto ci chiedono di bloccarli.
– Perché non sparino?
– Sì. Perché non li portassero a Donetzk per disperdere le manifestazioni.
– Allora, siete andati presso il reparto militare.
– Abbiamo cominciato a chiedere di lasciare tornare i ragazzi a casa.
– Chiedere in modo pacifico?
– Certamente. Col megafono.
– Cioè, eravate senza armi.
– Certamente. In quel momento è uscito il comandante del reparto, come si è saputo dopo membro del partito “Svoboda”.
– Il partito unito “Svoboda” è fatto da Tiagnibok, Yarosh e il Settore destro.
– E’ il partito che l’Europarlamento qualche mese fa chiamava con vari nomi indecenti? E raccomandava a tutti di non avere a che fare con questo partito.
– Sì ma prima di questi eventi l’Europarlamento e Tiagnibok si davano bacini.

Quindi nessuno andava via e hanno ottenuto che i soldati venissero rilasciati.
– Quante persone?
– Circa 20 persone.
– Erano pieni di gioia perché li liberavano e non li costringevano a sparare ai propri genitori?
– Piuttosto meravigliati perché in questo momento tutti gli ufficiali erano chiusi in una delle caserme al secondo piano.
– Perché?
– Perché non impedissero quello che è cominciato cinque minuti dopo.
– Cioè, sapendo che ci sarebbe una sparatoria, il comandante del reparto ha rinchiuso i propri colleghi, ufficiali, perché non impedisse loro di sparare?
– Sì.
– C’era la guardia nazionale e il Settore destro che avrebbero sparato?
– Sì.
– A Mariupol da tempo portano la gente del Settore destro, della Guardia Nazionale e altro esercito.
– Mariupol è la prima città circondata da tutte le parti.
– La prima città nel sud-est del Paese circondata dagli squadroni punitivi.

Miei stimati telespettatori, nel Momento della Verità adesso comincia la parte più inaspettata.
Non abbiamo occupato l’edificio. Organizzavamo le manifestazioni. Loro portavano le guardie nazionali e il Settore destro. Per prime sono arrivate le truppe da sbarco nella regione di Anadol’. Non avevamo appresso le armi, niente. Loro venivano direttamente verso di noi. Abbiamo tolto un ragazzo praticamente da sotto i cingoli.
– L’avrebbero schiacciato?
– Sì.
– E cosa è successo dopo? Il comandante ha rinchiuso gli ufficiali.
– Il comandante ha rinchiuso gli ufficiali ed è rimasto il Settore destro.
– Di cosa erano armati?
– Le armi automatiche e un blindato con una mitragliatrice.
– Quanti erano i guardiani nazionali con le armi automatiche?
– Hanno cominciato a sparare dai blindati?
– Direttamente?
– Direttamente sulla gente.
– In quanti eravate?
– In 400, circa.
– Quando la situazione si è riscaldata abbiamo chiesto alle donne di andare via.
– Di solito facciamo sempre così quando c’è tensione.
– E non avevate nessuna arma?
– Nessuna.
– Neanche un fucile di caccia?
– Tra tutti i sostenitori delle manifestazioni filorusse c’erano otto cacciatori.
– Quanti soldati si sono messi in fila davanti a voi?
– Non sono messi in fila. Erano tutti nascosti nell’imboscata.
– Cioè?
– Uno sparava dal tetto di una casa. Alcuni erano sul perimetro.
– SI sono messi in vari posizioni?
– Sì, mentre noi stavamo chiedendo di liberare le reclute loro si sono posizionati in diversi punti.
– Quanti cecchini c’erano secondo Lei?
– Circa otto sul perimetro. Da sopra il tetto circa tre e quattro sono arrivati da dietro, uscendo da un’automobile e ci sparavano, da dietro le spalle.

Sono solo due settimane prima degli eventi terribili di Odessa e anche di quelli vi racconteremo oggi. A due settimane da Odessa, nel mondo intero è passata inosservata la fucilazione a Mariupol. La gente comune in Europa di questo non sa niente. Così potente e totale è la propaganda democratica, per così dire. La massa di testimonianze, di assassini politici, di episodi criminali è stata nascosta alla gente comune. Vivono in una favola dove, da una parte c’è l’Ucraina, amante della libertà che non vede l’ora di entrare nella comunità civilizzata e dall’altra parte c’è un orso russo che vorrebbe inghiottirla. Ecco il quadro con il quale l’uomo comune europeo vive, completamente fuori dalla realtà.

Sono morte 12 persone.
– Quanti anni aveva il più giovane?
– Il più giovane era nato negli anni Novanta, Averbach Aleksandr Mikhailovich e Guzva Andrey.
– Ed i cadaveri dove sono finiti?
– Adesso glie lo dico. All’inizio i governanti hanno riconosciuto due morti e quattro feriti.
– In tutto sono 12 morti?
– I feriti sono 18, e 74 sono i dispersi nel centro della città.
– Sparavano direttamente sulla gente.
– Direttamente. Dal tetto, sul perimetro, dal reparto sparavano dal cancello.
– E anche dietro le spalle?
– Sì. E’ arrivata un’automobile.
– Dalle armi automatiche?
Sì.
– Sono morti subito?
– Sì, questa gente è morta subito. C’è un’altra vigliaccheria. Tutti hanno doppie ferite: da sparo e da taglio, cioè dopo venivano anche accoltellati.
– Le persone fuggivano e quelli feriti i guardiani nazionali li finivano con le baionette?
– Sì. Insieme alla sparatoria c’erano anche gli elicotteri e i caccia.
– Due elicotteri ed un caccia, che volava molto bassi, quasi toccando i tetti.
– Cercavamo di portare via i feriti.
– Le persone venivano attaccate da tutte le parti, vi prego di pensarci.
– Un caccia sparava sulla gente disarmata, nel 21-mo secolo, nel centro dell’Europa.
– Sparava per uccidere.
– Hanno ucciso la gente disarmata e hanno ucciso insieme quelle reclute che hanno lasciato tornare a casa.
– A questo è difficile dare una spiegazione. Noi siamo stati educati che erano i fascisti ad uccidere i civili.
– Ecco i nazisti!
– Ma quello era allora..
– Eccoli oggi! E in Europa tutto questo è passato inosservato.
– Tutta la notte questi vigliacchi hanno ripulito tutta la città. L’ultimo l’hanno raggiunto a 6 chilometri dalla città.
– Uno dei manifestanti? E cosa gli hanno fatto?
– L’hanno ucciso. Le persone hanno visto. Proprio davanti a casa.
– Tutti i feriti che sono finiti in ospedale avevano oltre alle ferite da sparo anche ferite da taglio.
– Con cosa li accoltellavano? Con le baionette?
– O con le baionette, o con i coltelli.
– In che condizioni si trovano oggi?
– Molti sono in gravissimi condizioni. Un ragazzino giovanissimo, di 18 anni circa, è ferito in testa
– e ha la mandibola completamente sfasciata. Non so come stia adesso, ma era ancora vivo qualche giorno fa’.
– A due settimane, ripeto ancora una volta, prima degli eventi di Odessa.
– Se allora a Mariupol avessero fermato il fascismo, con la pressione della comunità internazionale, non ci sarebbe stata Odessa.

Vi racconteremo tutta la verità su Odessa tra poco. Non ci sono stati 46 morti. Solo per l’identificazione hanno presentato 112 corpi.

– Nessuno di Mariupol ha detto nulla.
– Perché sono benevoli verso tutto ciò.
– Verso il fascismo?
-Sì.
– Domani arriva da loro. La gente che ha sentito il sapore del sangue domani sarà in Europa.
– Perché nessuno vuole sapere niente.
– E quando una persona desidera fortemente non sapere, le si può comunicare inutilmente qualsiasi cosa.

Quando nel 1962 Khruschev e Mikoyan, a Novocherkassk, fucilarono gli operai che hanno protestato per i prezzi alzati della carne, c’è stata la fucilazione di persone disarmate. Tutto come a Mariupol, anche se a Mariupol la folla era meno aggressiva. Quando Khrushchev e Mikoyan hanno fucilato gli operai tra i primi sono morti due ragazzini. I bambini del luogo sono saliti sugli alberi per vedere meglio che stava succedendo presso l’edificio del Soviet cittadino. All’attacco! Fuoco! Lo sparo preventivo in aria, ma in realtà sugli alberi e due ragazzini caduti morti. Nessuno sa che su un ramo stava seduto Sasha Lebed’, il futuro generale-tenente Aleksandr Ivanovich Lebed’ eroe della Transnistria, pretendente, come si è saputo dopo, al ruolo di dittatore della Russia, piuttosto sanguinario. I ragazzini sono morti per primi e poi ancora più di 20 cadaveri perché gli spari successivi erano destinati agli operai.
– Non sparare!
– Fuoco.
– Sono morte più di 20 persone. A Mariupol più di 100.
– Dell’accaduto a Novocherkassk ha parlato tutta la comunità internazionale per alcuni anni.
– E facevano bene a parlarne.
– Ma oggi?
– La tragedia a Novocherkassk serviva per tagliare il legame tra il popolo e il governo
– e alzare le rivolte, o almeno comprometterli in futuro.
– E’ stato ordinato di parlarne.
– Chi ha ordinato di parlare di Mariupol? Qui invece bisogna stare zitti.

Bene; un altro esempio, Kiev. La capitale di uno Stato europeo, in pieno giorno spariscono le persone.

Ecco il più terribile momento del nostro discorso.E lo facciamo vedere. Noi, giornalisti, abbiamo preparato la lista delle generalità; nome, cognome, data di nascita, numeri di telefono che non risponderanno mai.

Spariscono a Kiev gli attivisti che sostengono gli eventi che accadono nel sud-est ucraino.
– Al giorno d’oggi circa 50 persone sono semplicemente sparite.
– State pensando al crematorio?
– Sì. Noi supponiamo che ci stia lavorando il crematorio.
– Li bruciano per non lasciare traccia, com’è stato nel 1993, quando bruciavano i cadaveri dei morti durante l’assedio della Casa Bianca di Mosca.
– Sono 50 persone in tutto. Può darsi che siano di più.
– Nomi e cognomi?
– Sì, ci sono nomi e cognomi e i dati anagrafici.
– Prego.

A questo punto della trasmissione televisiva viene letta la lista delle persone.

– Sono giovanissimi.
– Sì. A manifestare era soprattutto la gioventù.
– E’ stato formato il movimento “Stop Maydan” e anche il campeggio che si trovava sotto l’edificio del Soviet Supremo dell’Ucraina.
– Contro quel Maidan?
– Contro il Maydan.
– Dove combattevano i poliziotti di “Berkut”.
– Ai parenti la polizia ha spiegato in qualche modo dove sono?
– Le denunce della scomparsa non vengono accettate dagli organi del Ministero degli Interni.
– 50 persone sono scomparse. Nessuna denuncia viene accolta, nessuna indagine viene svolta.
– Non svolgere un’indagine è contro le normative internazionali.
– Come può essere? E se un domani, supponiamo, il segretario generale dell’ONU si interessasse se questa gente fosse veramente scomparsa,
– in pieno giorno, al centro della città di uno Stato europeo?
– Cosa ne è stato dei diritti umani?
– Dove sono le spiegazioni ufficiali del potere? Dove sono le persone?
– Il tribunale europeo sui diritti umani deve prendere tutti i materiali collegati alla scomparsa delle persone..
– Invitare le persone i cui parenti sono morti o scomparsi senza traccia.
– Costringere i governanti ucraini assieme alla commissione internazionale a fare un’indagine.
– Se Miloshevich al tribunale internazionale viene condannato per crimini analoghi perché non vengono nemmeno poste delle domande al potere ucraino?
– Perché Miloshevich a suo tempo non aveva concordato le sue azioni con i leder occidentali.
– All’Organizzazione delle Nazioni Unite, voglio credere, ci sono persone diverse e molti hanno una coscienza.
– I loro figli un giorno potrebbero chiedere:”Papà, sei stato membro dell’ONU, come mai non hai visto il genocidio?”
– 104 persone fucilate in una notte.
– Di questo deve occuparsi la comunità internazionale.
– Invitate, per favore, i parenti di quella gente che a Kiev e anche a Odessa è scomparsa.
– Purtroppo finora esce fuori un quadro unilaterale.
– A quelli che sono stati arrestati e poi rilasciati per miracolo dai servizi di sicurezza, adesso diamo la parola.
– Su come oggi vengono sequestrate le persone eccovi un altro racconto.
– Sayanovskaya Uliyana Aleksandrovna è uscita di casa il 2 maggio alle ore 17 ed è andata alla Kulikovo Pole.
– Nella città di Odessa, Kulikovo Pole è vicino alla Casa dei Sindacati, questa terribile casa. E l’hanno presa per strada?
– No. Lei è stata alla Kulikovo Pole. Sono arrivati tre mini-autobus.
– Hanno dato la caccia solo a lei?
– Sì.
– Cioè, saltano fuori uomini robusti..
– Mascherati, con armi automatiche. La buttano per terra, le mettono le manette.
– Ma perché? C’era un mandato?
– Non si sono neanche presentati.
– Ha capito solo quando si è trovata dentro l’edificio del servizio di sicurezza.
– Non mi dica, comportandosi come banditi,senza presentarsi, buttano per terra una giovane donna, ha 30 anni?
– Sì.
– Fanno così con tutti?
– Noi adesso non stiamo dicendo che in Ucraina c’è legalità. Durante le interrogazioni tentavano di convincerla di essere un agente del FSB russo.
– La mano di Mosca?
– Sì.
– Perché tanta gente?
– Per intimidazione.
– Cioè, perché le persone vedessero cosa sarebbe accaduto a quelli che provano a scoprire il vero numero delle vittime bruciate vive dentro la Casa dei Sindacati?
– Sì. L’intimidazione viene fatta anche in questo momento. La polizia e i servizi di sicurezza ucraini in rete hanno diffuso gli indirizzi e i numeri di telefono di persone che erano attiviste della Kulikovo Pole. Indicando direttamente ai guerriglieri del Settore destro; sono loro che bisogna uccidere, quelli che sono sopravvissuti dopo l’incendio a Odessa.
– Il nuovo capo del dipartimento degli affari interni della regione, a proposito, il laureato del FBI di Budapest ha riconosciuto lui stesso che ha consegnato questa lista agli attivisti del settore destro.
– Non lo nascondono.
– Gli attivisti hanno comunicato che in quella stessa notte è stato accoltellato uno dei manifestanti della Kulikovo Pole facente parte di quella lista.
– La donna di cui stiamo parlando ora, Saianovskaia Uliana Alexandrovna, per miracolo è rimasta viva, è stata selvaggiamente picchiata, dopodiché è stata buttata per strada, perché non hanno rischiato, dopo gli eventi di Odessa, nella Casa dei Sindacati, di continuare a torturarla ulteriormente e l’hanno rilasciata.
– Nessun mandato, nessuna sanzione, hanno semplicemente voluto e l’hanno fatto.
– Lo scopo principale è creare un senso di orrore.
-E’ follia, è follia! Mi sembra che dovrebbero esserci dei leder mondiali che fermassero questa follia.
– Non devono esserci per forza dei politici.
– Questo lo capisco.Non capisco una cosa; se nella stessa Mariupol, da tutti i tetti sparano con le armi automatiche contro la gente disarmata, a cosa servono ancoragli elicotteri e i caccia?
– Sono i fascisti.
– Questa è la spiegazione?
– Non c’è altra spiegazione. Sono i veri nazisti.
– Infatti, quale altra spiegazione potrebbe essere? Più avanti avremo altri racconti di fucilazione
– e tutto il quadro di quello che è veramente accaduto a Odessa, nella Casa dei Sindacati.

Restate con noi gentili telespettatori, purtroppo non abbiamo ancora finito di raccontarvi del fascismo di Kiev.

Vi racconto la storia mia personale, quello che è accaduto a me. Ho in mano la decisione del tribunale di perquisire la mia casa; in ucraino, però è scritto chiaramente, ed è sottolineato, che bisogna confiscare i simboli della Seconda Guerra Mondiale, inclusi i nastri di San Giorgio.
– Perché?
– Come perché? E’ il fascismo.
– C’è scritto: “Confiscare la divisa con la quale sono state commesse le atrocità.”
– Quindi la liberazione di Kiev e dell’Ucraina la chiamano “le atrocità.”
– Sì. E’ scritto nella sentenza del tribunale di Donetzk.
– Fascisti, Nazisti, Babij Yar, camere a gas, tutto ciò secondo il tribunale ucraino è stato un Bene?
– Sì.
– La sentenza del tribunale in nome della Repubblica dell’Ucraina; confiscare la divisa con la quale il nonno ha difeso l’Ucraina, le medaglie ed i nastri di San Giorgio.
– E’ una vergogna. Cos’altro posso aggiungere?
– Come può essere tutto ciò?
– Evgeniy Evtushenko su Babiy Yar, sugli assassini di massa, non solo sugli ebrei presso Kiev, ha scritto le sue migliori poesie.
Evtushenko: “Ascoltate tutti! Li hanno messi in riga, mezzo soffocati, mezzo finiti, a metà gli buttavano la terra addosso.
Guardate queste vecchie in burka, i vecchi solenni come Abramo e i bambini di Betlemme, ricci, nelle mani delle loro madri.
– Non trovo le parole per esprimere tutto questo. Guardate, per strade di montagna, i piatti, le pagine strappate del Talmud, stracci di passaporti bagnati dalla pioggia.”
– Evtushenko è l’ultima possibilità al giorno d’oggi del nostro Paese di avere il premio Nobel per la letteratura.
Evtushenko: “Il crocifisso raggrumato, il luogo terribile..”
– Questa poesia non può non toccare qualunque essere umano.
Evtushenko: “Fascisti, da uomini d’affari, tolgono i vestiti agli ultimi arrivati e li ammucchiano. Una bambina da sotto: Non mi buttate la terra negli occhi. Un bambino: Devo toglere i calzini? Ed è morto abbracciando per l’ultima volta la madre.”
– A Evtushenko tra poco sarà vietato di entrare in Ucraina. I nuovi eroi nazionali in Ucraina sono della divisione delle SS.
– E’ contro questo è insorta la gente, soprattutto il sud-est.
– Non possiamo accettare come degli eroi Bandera e la divisione della Galizia. E’ impossibile.
– Nel Paese che ha sconfitto il Fascismo? Gli ucraini come altre nazioni della ex Unione Sovietica hanno combattuto contro il fascismo.
– Come si può comprendere tutto ciò?
– Stiamo vivendo in tempi strani. La guerra fa alzare dal basso lo spirito..
– La sentenza del tribunale di confiscare i nastrini di San Giorgio!
– Come comprenderlo?
– Questo è il tribunale. Il tribunale non è la carta, ma le persone che sono assorbite dal nazionalismo. Ce ne sono in Ucraina.
– Vari servizi consegnano liste con gli indirizzi degli attivisti più noti, che facendo manifestazioni si portavano dietro 20-30 persone.

Qui continua a leggere la lista delle persone scomparse

Giudicando dai cognomi non sono solo russi ma anche ucraini.
– Fanno una pulizia mirata.
– Stavamo protestando contro i fascisti a Kiev.
– Eravamo senza niente; né bastoni, né altre armi.
– Perché?
– Eravamo dentro i limiti della Legge che vieta l’uso di qualunque arma.
– Eravamo una manifestazione pacifica che voleva solo dimostrare che i nostri diritti sono stati calpestati.
– Contro di noi c’era gente con bastoni, gli scudi dietro i quali ognuno aveva un’ascia.
– Avevano le pistole attaccate alle cinture.
– Se hanno le pistole a cosa servono le asce?
-Per esprimere maggiore crudeltà.
– Avevano con sé armi fatte a mano, tipo, un bastone con i chiodi saldati attorno.
– Con queste armi venivano contro di noi.
– La polizia di Kiev sta a guardare tutto questo e non interviene.
– In Yugoslavia accadevano le stesse cose.
– Perché intervenire se è “una discussione civile”? Così dicono poliziotti di Kiev.
– “Una discussione civile”.
– E’ una caccia all’uomo. Sto accogliendo i profughi, inclusi bambini.
– La caccia ai bambini, agli esseri umani solo perché pensano e parlano diversamente.
– Da Odessa a Mosca?
– Sì.
– Ci hanno picchiato spaccandoci la testa, le costole.
– Quello che è più terribile è che sono stati picchiati non solo gli uomini ma anche le donne ed i bambini.
– Chi vi aggrediva?
– Dai contrassegni erano i membri UPA, OUN e UNSO.
– Non nascondono la propria appartenenza al Settore destro?
– No. Circa 300 persone mascherate contro i nostri 150.
– Vi aspettavano?
– Naturalmente. Donne e bambini sono stati picchiati ugualmente.
– Perché li avete portati con voi?
– Era una manifestazione pacifica.
– Non avete immaginato che sareste stati attaccati?
– In questo modo? No, non abbiamo immaginato.
– Perché portare con sé alle manifestazioni, anche se fossero pacifiche, le donne e i bambini, quando ci si può aspettare qualsiasi cosa?
– Ci vengono lo stesso.
-Le persone che vanno a manifestare pacificamente non si aspettano di essere attaccati da qualcuno.
– Non ci credono?
– Esatto. Anche a Odessa non avevano pensato a cosa era accaduto prima a Mariupol.
– Aspetti. Prima dell’assassinio a Mariupol c’erano stati gli eventi della Domenica delle Palme in Zaporozie?
– Abbiamo mandato la richiesta ufficiale al corpo dei Deputati e non ci hanno risposto nulla.
– La Domenica delle Palme, il 13 aprile.
– Gli abitanti di Zaporozie, secondo la tradizione, sono usciti a fare la marcia dei “gentili abitanti di Zaporozie“, è la nostra tradizione, chiedere gentilmente di rispettare i nostri diritti.
– Sono stati circondati da 2000 guerriglieri armati del Settore destro e della cosiddetta autodifesa di Maidan.
– Giovanotti?
– Con le mazze da baseball, con le pistole traumatizzanti, con le accette.
– In quanti erano?
– Più di 2000 di sicuro.
– Più di 2000 persone circondano mille manifestanti.
– Tra i quali la maggior parte sono donne, bambini e vecchi.
– Pretendevano che si mettessero in ginocchio e si togliessero i nastri di San Giorgio.
– La gente portava con sé solo le bandiere russe?
– Gli abitanti di Zaporozie si sono rifiutati di mettersi in ginocchio, allora li hanno picchiati con le mazze da baseball, buttandogli l’acido.
– Qualcuno ha ferite alle mani perché si sono coperti la faccia.
– I guerriglieri avevano con sé acido cloridrico?
– Non so quale di preciso ma l’acido c’era perché ci sono ferite alle mani.
– E dei bambini anche?
– No, i bambini e le donne, grazie a Dio, dopo che i poliziotti hanno comunque fatto la barriera, sono riusciti ad evitare il contatto diretto.
– Ma la polizia non ha disperso gli attaccanti?
– Non li ha neanche toccati.
– Il giorno dopo il capo della Polizia ha detto che un abitante di Zaporozie con una mazza da baseball presente in città non è un crimine.
– E’ stata fatta una richiesta ufficiale da parte di un deputato e per la normativa legislatoria, che in Ucraina ancora esiste, la polizia deve reagire alle azioni che violano la legislazione.
– Penso che dovrete aspettare a lungo..
– Quindi, vi hanno picchiato, buttato l’acido in faccia.
– Hanno usato il gas lacrimogeno.
– Davanti agli occhi dei poliziotti?
– Hanno lanciato le granate artificiali.
– In quanti sono rimasti? Circa 300?
– Sì. Le teste rotte, 48 persone ferite, 28 finiti in ospedale.
– Dopo 8 ore di questa contrapposizione solo con l’aiuto del clero i ragazzi sono potuti uscire di lì.
– Se non ci fossero stati i sacerdoti?
Li avrebbero uccisi. Al calare del giorno le azioni fasciste diventavano più aggressive.
– Questi mostri non lasciavano evacuare i feriti, bucavano le ruote delle ambulanze.
– Quando è arrivato un autoblindato hanno potuto evacuare 10 persone, ma quando le hanno chiuse dentro, i guerriglieri hanno bloccato la portiera e lo hanno incendiato. Per miracolo sono riuscite a rompere la portiera e liberarsi.
– Se non avessero rotta la portiera?
-Sarebbero bruciati vivi. E’ veramente nazismo, un fascismo ordinario, la gente viene sequestrata, torturata e poi uccisa.
– Un esempio è il caso Berdyansk. E’ stato sequestrato un uomo che manifestava contro le ingiustizie che accadano nel Paese.
– Più di 5 giorni lo hanno tenuto in un garage, è stato torturato, gli venivano somministrate droghe,
– gli hanno sparato alla gamba e alla fine lo hanno buttato per strada in condizioni disastrose.
– Questo fatto è stato persino riconosciuto dal nuovo procuratore della regione di Zaporozie nominato dalla Giunta.
– Lo hanno fatto diventare un invalido in 5 giorni di torture costringendolo a rifiutare la propria posizione politica.
– Non ci si aspettava un’altra cosa così.
– Gli abitanti di Mariupol hanno pensato che quello che era successo a Zaporozie, non sarebbe potuto succedere da loro.
– E’ possibile che in un Paese che ha sconfitto il Fascismo, all’improvviso in ogni città riappaiano i fascisti?
– Andrey, c’è una teoria che si è trasformata in una specie di training nel nome di Bandera e dei suoi discendenti; Styzko, Shuhevich. Questa teoria proclama che bisogna intimidire i moscoviti con delle crudeltà atroci.
– Questo l’ho capito. Sto parlando di altro.
– A Berdyansk è scomparso un uomo. E’ lontano da Kiev.
– Su tutto il territorio, sottolineo, sono scomparse in varie città, in tutto più di 600 persone, senza traccia.
– Bene, mi diranno che sono piccole città, ma a Kiev, dove si trovano gli uffici di tutte le testate internazionali più importanti, tipo la CNN? A Kiev si versa il sangue allo stesso modo che a Zaporozie ma i giornalisti occidentali non vedono quello che sta accadendo davanti ai loro occhi?
– E’ stato ferito molto gravemente Yuri Staleniuk; ha le costole spezzate, due ferite in testa.
– Da cosa?
– O un bastone, o un tubo metallico. Sono tagli abbastanza larghi, 10-12 centimetri.
– Picchiato fortemente un giovane di 15 anni, Sergey Rudenko. Ha il naso rotto, un taglio in testa.
– Come è possibile picchiare bambini?
– Loro picchiano tutti, senza distinzione. C’era con noi un ragazzo che è stato picchiato da 7 uomini con mazze e bastoni metallici.
-Sua madre gridava per tutta la strada perché non lo picchiassero fino alla morte.
– Si è messa in ginocchio a supplicarli.
– L’hanno udita?
– No. E’ stata attaccata anche lei, picchiata fino a romperle i denti.
– Poi quando le persone correvano via, i fascisti le inseguivano e le finivano.
– In che modo?
– Le persone entravano dentro i supermarket per nascondersi nella folla, le inseguivano lì dentro, rompendo tutto quello che li capitava davanti,
– e le finivano direttamente dentro l’edificio.
– Li buttavano a terra, li picchiavano con mazze, bastoni metallici. C’era sangue dappertutto.
– E la polizia?
– In quel momento nessuno delle forze dell’ordine era in strada.
– Pestaggi di massa? In centro città, nella capitale di un Paese europeo.
– No. La polizia non c’era.
– Qui c’è un altro discorso. Quelli che per molti anni urlavano perché il giornalista Gongadze è stato ammazzato, oggi la stessa gente dimentica di parlare dell’assassinio di centinaia di persone.
– Dell’assassinio di Gergi Gongadze si parlava giustamente.
– Semplicemente allora aveva un vantaggio parlarne per discreditare il presidente Kuchma.
– Una sola morte ha portato alla crisi politica e al cambio di governo.
– In Russia la morte di Magnitskiy ha portato alla promulgazione della legge Magnitskij.
– E’ vero, è disumano che sia morto in un carcere e tutto quello che gli è capitato, ma la morte di un solo uomo è stata discussa in tutto il mondo.
– Dall’altra parte voglio dire che gradualmente questo quadro unilaterale sta scomparendo, perché gli stessi giornalisti della CNN all’improvviso hanno dichiarato che l’amministrazione di Lugansk è stata bombardata dagli aerei mandati da Kiev.
– Solo che non hanno fatto vedere come le bombe hanno colpito un asilo nido.
– Purtroppo, per questo i giornalisti sono stati puniti, perché avevano detto quello che non volevano sentire le persone che gestiscono questo canale.
– Il mondo sta giudicando gli eventi in Ucraina dal punto di vista della stampa ufficiale.
– Come hanno spiegato l’evento del 2 maggio a Odessa?
– Allo stesso modo. La guerriglia “pacifica” è stata attaccata dalla folla formata da alcolizzati e straccioni che lanciavano contro di loro lattine di birra e dicevano le parolacce.
– Dietro di loro stavano banditi armati e tutto era comandato dai servizi speciali russi.
– Solamente i fatti contraddicono questa versione. Un uomo che è stato ferito dalla parte degli aggrediti e più di 100 uccisi dalla parte degli aggressori, questo non viene messo sotto attenzione e allora è apparsa la versione che si sono bruciati da soli.

Adesso parleremo dettagliatamente degli eventi di Odessa. Proviamo a ricostruire tutti gli eventi che sono accaduti.

Il disastro è cominciato ancora di giorno, nel centro della città, sulla piazza Sobornaya, quando era appena cominciato il raduno.
– L’appuntamento è stato annunciato per le ore 15:00.
– Erano i tifosi del calcio?
– Come si è verificato tardi non erano veri e propri tifosi.
– Chi si nascondeva dietro l’aspetto dei tifosi?
– Giovani ragazzi dai 17 ai 23 anni.
– Ero nella Kulikovo Pole a raccogliere le firme per il referendum.
Kulikovo Pole a Odessa è la piazza che si trova vicino alla Casa dei Sindacati.
– In sei ore 2000 firme, perché da noi potesse avvenire come in Crimea, senza spari, perché la gente potesse dire la propria parola senza paura.
– Perché non decidesse il governo con chi dobbiamo stare, come dobbiamo vivere, ma la gente, gli abitanti di Odessa.
– Quanta gente c’era lì?
– Molta. Non so dire quanta, perché non ero sul palco ma in mezzo alle persone.
– Perché ha fatto questo, Tania?
– Perché? E chi altro? Mio nonno è stato in guerra, tutti miei antenati hanno fatto la guerra e mi hanno spiegato cosa vuol dire fascismo, i seguaci di Bandera, so tutto di questo.
– Quindi, dietro l’aspetto dei tifosi di calcio.. A Odessa c’era una partita di calcio. Sono stati portati “giovanotti” come li chiamano oggi in Ucraina.
– Esattamente. Sulla Kulikovo Pole, già alla fine si sentivano le voci preoccupate dei biglietti di ritorno persi.

In Russia allo scadere del potere sovietico sono apparsi i cosiddetti “lubera” abitanti di un quartiere di periferia presso Mosca, dove questo movimento è stato fondato. Anche se i fondatori erano Yuri Churbanov, il genero di Breznev, il primo ministro del Ministero degli Interni Shiolokov e il suo ambiente circostante. La sostanza del movimento era gente giovane e “giusta”, venivano sempre con i pulmini del Ministero degli Interni. Da soli si mettevano contro gli hooligans, le gang di strada. Si sentiva chiaramente il dialetto dell’Ucraina occidentale.

– Quando fucilarono Berkut a Kiev, a Odessa i media lo fecero apparire in altro modo e cioè che fosse tutta colpa della Russia.
– E’ falso.
– Queste sono le immagini di quando a uno dei poliziotti di Berkut hanno tagliato la mano?
– E’ stato visto solo in rete?
– Quando strappano un occhio ed è chiaro che sono i banditi e la Russia non c’entra niente.
– Queste immagini nessuno le ha mostrate?
– In televisione no. Solo in rete. Chi ha fatto in tempo ha potuto vedere, perché è stato subito bloccato.
– L’operazione è stata pianificata.
– Da chi?
– Dall’ex governatore di Odessa e da alcuni alti funzionari di Kiev.
– Il fine?
– Il fine è di dare colpa alla Russia di terrorismo, violenza, ecc.
– Quante persone vi hanno portato?
– Hanno portato gente da Kharkov, Dnepropetrovsk, Kiev, dall’Ucraina occidentale ed i membri del Settore destro.
– Circa 1500 persone.
– Tutto come fosse per motivi di una manifestazione pro-Ucraina dei tifosi di calcio.
– Per sostenere il potere odierno di Kiev?
– Sì. In piena conoscenza del fatto che c’era un’altra manifestazione pacifica anti-governo.
– Quanti erano i manifestanti pacifici?
– Nei giorni festivi erano fino a 10 mila persone, ma nei giorni lavorativi circa 200 persone.
– I giovanotti del Settore destro, dall’Ucraina occidentale, in questi eventi hanno giocato il ruolo principale.
– Dagli zaini hanno cominciato subito a tirare fuori la divisa, equipaggiamenti, i pulmini hanno portato le mazze e gli scudi.
– Le mazze le hanno portate prima della partita?
– Sì.
– Cioè armavano i tifosi con le mazze prima della partita?
– Sì.
– E voi avevate le armi?
– Se avessimo avuto uno scudo di legno per cinque persone andava già molto bene.
– Anche in un incubo non si sarebbe potuto immaginare quello che sarebbe accaduto.
– Anche dopo quello che è successo a Mariupol?
– Nessuno se l’aspettava. Odessa è sempre stata una città pacifica.
– Non era mai successa una cosa simile.
– Abbiamo pensato a uno semplice scontro ma non di tale portata..
– C’erano tanti anziani. Sono stata toccata dal fatto che la gente ti vede come un’attivista e gli vengono le lacrime agli occhi.
– Arrivavano le persone per firmare, lasciando i numeri di telefono e indirizzi.
– Come fosse una lettera personale contro il nascente fascismo.
– Nel giorno seguente non potevamo più raccogliere le firme perché il capannone era distrutto e due uomini col passamontagna volevano strapparci di mano le liste.
– Le ho strette al petto e sono corsa in macchina da mio marito.
– Questa vostra lettera collettiva a chi è stata indirizzata?
– Yanukovich ha detto che il 3 marzo lui sarebbe stato a Sevastopol ma non è arrivato.
– Noi l’abbiamo consegnata al consolato russo.
– Quante firme c’erano?
– Circa duemila. Mentre stavamo tornando a casa ci hanno chiamato gli abitanti di Odessa dicendo che ci stavano trasmettendo sul notiziario di STB, dove Avakov dichiarava che sono una provocatrice, separatista pagata, e che bisogna catturarmi e punirmi deportandomi di conseguenza dal Paese.
– Avakov è il ministro degli Interni.
– Sono andata via per un giorno per portare le firme e tornare.
– Non sono riuscita a tornare. Mi ha chiamato una separatista.
– Adesso per la testa di un separatista danno 10 mila dollari e al separatista 15 anni di carcere.
– Perché sto lottando per la verità? La verità è che la gente non vuole vivere sotto dei fascisti e dei seguaci di Bandera.
– Una parte dei radicali, circa 50 persone, avevano l’aspetto di membri di anti-Maidan, con il nastro di san Giorgio addosso.
– Sono state consegnate loro le armi.
– Erano travestiti con la vostra divisa?
Sì. Esattamente. Quando la folla dei nazisti si è mossa in marcia, questo gruppo ben organizzato è stato dislocato in vari posti.
– Erano neofascisti anche loro?
– Sì, con il nastrino di San Giorgio sul braccio. Sono stati dislocati sulla direzione della marcia.
– Con loro hanno collaborato alcuni membri delle forze dell’ordine e potete notare che hanno il nastrino rosso che li contrassegnava.
– Quando la marcia dei neonazisti si è avvicinata contro di loro hanno aperto il fuoco.
– Sparavano i provocatori?
– Sì, proprio loro.
– Le azioni sulla Grecesskaya sono durate per circa due ore.
– Nella prima mezz’ora dalla nostra parte avevamo già tre attivisti e un poliziotto uccisi.
– le ferite in testa, e sul petto.
– Hanno semplicemente fucilato le persone?
– A uno dei nostri hanno tagliato la gamba con un’ascia.
– Davanti ai nostri occhi.
– I provocatori che hanno messo il nastrino di San Giorgio si fanno passare per filorussi, fanno imbestialire la folla, sparano sopra le teste. La folla reagisce violentemente, nel frattempo schiaccia uno dei suoi, corre verso la piazza Kulikovo Pole.
– Sono convinto che questo film deve vedere il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon.
– Se l’ONU non avrà alcuna reazione a questi eventi che sono mostrati nei filmati allora a cosa ci serve una simile organizzazione?
– Una persona veniva attaccata da 5 a 10 persone contemporaneamente e con le mazze.
– Erano già così imbestialiti?
– Erano incontrollabili. Forse erano sotto l’effetto degli stupefacenti o gli hanno inconsciamente dato da bere qualche sostanza, come è già accaduto a Maidan.
– Tre uccisi?
– Nella prima mezz’ora dei combattimenti.
– Sono stati colpiti con i sassi puntualmente sul petto, in testa.
– Avevano le convulsioni, le lingue si giravano all’indietro,letteralmente uscivano le lingue di fuori.
– E i poliziotti?
– C’erano lì, in fila.
– Non intervenivano?
-No. Assolutamente.
– E’ possibile immaginare qualunque Paese del mondo dove accadano pestaggi di massa e i poliziotti stanno tranquillamente a guardare?
– Non mi ricordo personalmente. Abbiamo pensato che sarebbero venuti a distruggere il nostro campeggio ma non a quello che sarebbe avvenuto in realtà.
– Prima di entrare nella Casa dei Sindacati erano già state uccise 20 persone.
– Li hanno uccisi con le mazze?
– E anche con le armi. Tutta l’informazione viene messa a tacere adesso.
– Un mio amico che era in collegamento con me ancora prima dell’assedio della Casa, ha contato 20 uccisi.
– Chi erano i morti?
– Uccidevano tutti quelli che capitassero davanti, senza distinzione.
– I bambini?
– I bambini e le donne incinte erano nella Casa dei Sindacati.
– Cosa è successo dopo?
– Si sono fatti aprire la porta della Casa. sono corsa su per la scalinata e dopo 5-7 minuti erano già apparsi da tutte le parti, erano più di 2 mila. Avevamo due alternative, o corrergli incontro e consegnarci o nasconderci dentro la Casa dei Sindacati.
– Dentro c’era un panico terribile. Suppongo che insieme ai nostri attivisti sono entrati anche attivisti loro perché una parte delle persone si buttava dalle finestre da sola, invece dal secondo e dal terzo piano la gente veniva buttata.
– Mentre si buttavano dalle finestre rompevano i vetri?
– I vetri erano già stati rotti dai sassi e dalle molotov. Buttavano fuori donne, anziani.
– Dalle finestre?
– Giù li aspettava la folla e in 10 circa attaccavano ogni caduto.
– quelli che erano caduti a terra?
– Sì. Li finivano con colpi di bastone, gridando: “Gloria all’Ucraina! Morte ai separatisti!”.
– Non lasciavano che i medici si avvicinassero, loro cercavano di aiutarci. Grazie a tutti loro. Sono stati picchiati fortemente anche loro.
– I medici?
– I poliziotti stavano a guardare senza reagire. Le persone supplicavano di aiutarle ma loro non reagivano. Gli hanno ordinato così..

Zhenya

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5 comments for “Nazismo in Ucraina

  1. Markoz
    10 luglio 2014 at 19:18

    La guerra in Ucraina non è stata nemmeno menzionata dai media occidentali e chiunque capisce che non è una distrazione. Nei telegiornali siedono facce di bronzo, simili al mezzobusto dei tempi sovietici, leggendo ciò che gli hanno detto di leggere. Da qualche parte esiste un comitato di censura più vigile di quello dell’allora KGB. La traduzione integrale di una trasmissione televisiva – un documentario molto esaustivo – sui fatti accaduti e che accodono in Ucraina, episodi di neofascismo o neonazismo che avvengono anche nella stessa capitale, Kiev, ove spariscono cittadini nel nulla.

  2. SvanPud
    11 luglio 2014 at 14:02

    Sono di Ucraina e inoltre membro del movimento internazionale “Essenza di tempo” cappeggiato da Sergey Kurginian. Stiamo facendo adesso un canale su YouTube dove pubblicheremo i nostri video con sottotitoli in italiano. Abbiamo già fatto i sottotitoli per entrambe le parte del film “Settore Destro” di EuroMaidan“. Ci sono anche le variante del film, con sottotitoli nelle lingue inglese, francese, tedesco e spagnolo. Le saremo molto riconoscenti se ci aiuta per farli vedere agli europei.
    Cercherò di seguire i Suoi articoli ed interviste, come in italiano cosi in russo. Le siamo molto grati per la Sua attività e crediamo che tutte le forze anti-globaliste devono unirsi.

  3. Thrnrsh
    19 settembre 2014 at 01:36

    I quotidiani occidentali non scrivono nulla del governo nazista di Kiev arrivato al potere con un Colpo di Stato, sono al soldo della propaganda americana.

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